TERAPIE

Igiene e profilassi
La pulizia dei denti dal tartaro e dalle macchie ha lo scopo di conservare in buona salute la dentatura. L'igienista insegna anche le manovre corrette per la pulizia quotidiana dei denti avvalendosi di appositi modelli. La visita dell'igienista consente inoltre di scoprire eventuali patologie non ancora evidenziate.

Conservativa
Si occupa della ricostruzione dei tessuti dentali danneggiati da carie o fratture; in questi ultimi anni sono stati sviluppati nuovi sistemi ricostruttivi estetici e resistenti che vengono normalmente impiegati in questo studio.

Endodonzia
La branca dell'odontoiatria che si interessa in modo specifico della cura dell'interno del dente (endodonto), viene denominata "endodonzia". Il dentista specializzato in questo tipo di cura si chiama endodonzista.
Che cosa succede se la carie penetra fino al nervo? La polpa dentaria, contenuta all'interno del dente, è costituita da tessuto nel quale vi sono arterie, vene e terminazioni nervose sensibili al caldo, al freddo e quando la carie raggiunge questa zona dà dolore. In questo caso è necessario eseguire la terapia canalare: l'infiammazione si può diffondere al di fuori dell'apice della radice dentaria nell'osso mascellare circostante dando lesioni spesso irreversibili. Un'altre causa di sofferenza dell'endodonto può essere traumatica: un trauma subito dal dente può danneggiare la sua polpa con sintomatologia dolorosa immediata o tardiva.

Pedodonzia
Con il termine "pedodonzia" si intende la cura dei denti dei bambini. Le prime visite di controllo possono già essere fatte a 3-4 anni. E' molto importante l'igiene orale che il bimbo acquisisce nei primi anni di vita; inoltre le visite permettono di valutare la presenza di carie sui denti decidui, eventuali disturbi della crescita dei denti o della struttura orale.

Parodontologia
Con il termine "parodonto" si intende l'insieme dei tessuti di sostegno del dente, vale a dire osso, legamento e gengiva. Se le gengive sanguinano e qualche dente inizia ad avere mobilità si parla di malattia parodontale: da qui la necessità di una attenta valutazione per la scelta dell'opportuna terapia. Altri sintomi sono rappresentati dall'alito cattivo, la sensibilità dentale e il gonfiore della gengiva. La malattia, se non curata, conduce alla perdita del dente. La causa principale della malattia è la placca dentaria ma altri fattori possono concorrere ala sua insorgenza, quali la malocclusione dei denti, l'ereditarietà, lo stress e una predisposizione congenita.

Implantologia
E' quella parte dell'odontoiatria che si occupa della sostituzione dei denti mancanti, inserendo nell'osso della mandibola o del mascellare superiore strutture in titanio che fungono da pilastri. Sono utilizzate sia per sostituire un singolo dente sia più denti come pilastri di ponte. Possono essere utilizzate anche come ancoraggi di protesi mobili.
Queste strutture, inserite nell'osso, sviluppano un processo di osteointegrazione che lega intimamente l'impianto al tessuto osseo in un periodo che varia da quattro a sei mesi, a seconda della zona in cui è stato inserito l'impianto.
E' necessaria una certa quantità di tessuto osseo e, dopo l'applicazione dell'impianto, va controllata la placca batterica.

Protesi fissa
E' un dispositivo che serve per ricostruire un dente (corona) o per integrare uno o più denti mancanti (ponti) con strutture che vengono applicate sopra uno o più denti residui. Richiedono la riduzione di questi per poter rispettare la normale chiusura dei denti senza provocare fastidiosi rialzi.
I materiali sono vari e la loro scelta si fa in base alla situazione contingente. E' un manufatto che non può essere rimosso dal paziente perché cementato sul dente. Richiede un'attenta pulizia.

Protesi mobile
E' un'apparecchiatura che sostitusce i denti mancanti agganciandosi ai denti residui, quando ci sono. Se questi lo consentono, la struttura viene agganciata: si appoggia sulle gengive ma risulta stabile anche sotto le forze della masticazione. Se invece i denti residui non sono tali da garantire un valido aggancio, si estraggono e si ricorre alle protesi totali (dentiera), che si appoggiano esclusivamente sulle gengive.

Oortodonzia
L'ortodonzia è la branca dell'odontoiatria che si occupa della diagnosi e del trattamento di gran parte delle disarmonie dentali e facciali, si tratta di un'ampia fascia di aree di intervento che va da un'età molto precoce fino all'età adulta.
Tra i 5 e i 6 anni, in casi in cui la malocclusione (la problematica per cui l’arcata superiore e quella inferiore della bocca non chiudono correttamente) o l'abitudine viziata (deglutizione atipica, succhiamento del dito o del ciuccio) rischia di compromettere in maniera seria lo sviluppo delle ossa mascellari e la fisiologia del sistema, si può intervenire con un trattamento precoce: l'obiettivo è ripristinare precocemente le condizioni corrette per rendere armonica la crescita del bimbo. Interventi tipici: correzione di alcuni morsi incrociati posteriori e anteriori, morsi aperti, severe protrusioni (sporgenze) dentali.
Tra i 6 e i 10 anni il bambino entra in un periodo di relativa stabilità dentale e grande duttilità del sistema scheletrico: questo consente di intervenire per ridirezionare, stimolare o contenere l'entità e/o la direzione di crescita. Sempre tra i 7 e i 10 anni si interviene in casi in cui vi è poco spazio per permettere la corretta crescita in arcata dei denti definitivi oppure quando i denti definitivi stanno prendendo una "strada" non corretta. In questo periodo si intercetta il problema o l'ostacolo e si facilita la crescita fisiologica dei denti e delle arcate scheletriche: si parla quindi di ortodonzia intercettiva.
Dopo i 10 anni si arriva alla completa permuta dentale quindi si interviene sulla dentatura definitiva per migliorare l'allineamento, la masticazione e l'estetica del sorriso.
Anche nell'adulto ci sono oggi molte possibilità di miglioramento sia della funzione che dell'estetica del sorriso, tramite apparecchiature di minimo impatto in termini di fastidio e di visibilità, nonché di durata del trattamento nel tempo.

CHIRURGIA
Quando un dente non è più recuperabile o è fonte di processi infiammatori irreversibili va estratto. Ci sono altre pratiche chirurgiche che lo studio è in grado di assolvere.